RHAPSODY OF FIRE – The Eighth Mountain cover

Musica, Recensioni

RHAPSODY OF FIRE – The Eighth Mountain

23 Feb , 2019  

Questa è la mia prima recensione musicale dopo circa dieci anni.

L’idea è di fare una recensione soggettiva track by track / first reaction, dopo le dovute premesse sulla band e l’album, spero vivamente di non scrivere stupidate!

Marco Olmedi

Rhapsody of Fire, band triestina fondata da Alex Staropoli e Luca Turilli nel 1993 come Thundercross, diventati Rhapsody nel 1997 ed in seguito Rhapsody of Fire nel 2006.
Dopo lo split con i chitarristi Luca Turilli e Dominique Leurquin e del bassista Patrice Guers avvenuto nel 2011 la band pubblica nel 2013 Dark Wings of Steel seguito dal maestoso Into the Legend.
Nel 2016 escono dalla band il cantate Fabio Lione ed il batterista Alex Holzwarth, sostituiti dai giovani e talentosi Giacomo Voli alla voce e Manuel Lotter.
In occasione dei 10 anni dal primo album Legendary Tales la band pubblica un best of, Legendary Years, riregistrato dalla nuova formazione dove finalmente abbiamo un assaggio delle doti di Giacomo Voli alla voce.

Dopo 2 anni di silenzio e duro lavoro arriviamo finalmente all’inizio di una nuova avventura chiamata Nephilim’s Empire Saga che ci accompagnerà da questo disco per continuare ad essere raccontata nelle prossime pubblicazioni della band.

RHAPSODY OF FIRE – The Eighth Mountain cover
RHAPSODY OF FIRE – The Eighth Mountain

Line-up

Giacomo Voli – voce
Roberto De Micheli – chitarra
Alessandro Staropoli – tastiere
Alessandro Sala – basso
Manu Lotter – batteria

Info

Durata: 01:04:36
Etichetta: AFM Records

Tracklist

  1. Abyss Of Pain
  2. Seven Heroic Deeds
  3. Master Of Peace
  4. Rain Of Fury
  5. White Wizard
  6. Warrior Heart
  7. The Courage To Forgive
  8. March Against The Tyrant
  9. Clash Of Times
  10. The Legend Goes On
  11. The Wind, The Rain And The Moon
  12. Tales Of A Hero’S Fate

Un oscuro crescendo orchestrale per l’intro Abyss Of Pain, si percepisce immediatamente una particolare cura nella produzione, i suoni sono profondi, corposi e definiti, l’orchestra è assolutamente vera (Bulgarian National Symphony Orchestra di Sofia) e si sente.

Seguono Seven Heroic Deeds e Master of Peace brani decisamente epici, specialmente il secondo riporta alla mente agli esordi della band, entrambe ricche di doppia cassa, riff potenti aperture sinfoniche, ottimo inizio per Giacomo Voli. Rain of Fury prosegue a tutta velocità sulla stessa strada delle precedenti, un altro brano veloce e dal grande impatto, ascoltandola viene voglia di cantare a squarciagola i ritornelli.

Introdotta da archi e piano è il turno di White Wizard, una mid-tempo molto orecchiabile e melodica, davvero ottime le prestazioni vocali di Giacomo Voli, a seguire Warrior Heart introdotta da flauto e clavicembalo in puro stile Rhapsody fortemente influenzato dalla musica rinascimentale e imho Angelo Branduardi, molto bello il ritornello ricco di cori alla Blind Guardian, un brano decisamente rilassante.

Cambio improvviso con The Courage To Forgive, il brano inizia deciso, cadenzato e con un accompagnamento orchestrale decisamente maestoso, sul ritornello si scatena nuovamente la doppia cassa accompagnata da cori lirici.

Arriva il momento della prima suite March Against The Tyrant, dopo un intro potente si passa ad una chitarra clean accompagnata da archi, flauto e da una voce cristallina, il brano continua deciso per arrivare ad un ritornello epico ed arioso, brano assolutamente ben riuscito.

Si torna a tutta velocità con Clash Of Times un brano che riporta a Into The Legend, la classica up-tempo made in Trieste, ho apprezzato molto l’assolo di chitarra dalla forte influenza barocca. A seguire, il primo singolo, The Legend Goes On, un buon biglietto da visita per la band, decisamente veloce ed epica, ennesimo ritornello da cantare a squarciagola ai concerti.

In penultima posizione troviamo The Wind, The Rain And The Moon, una intensa ballata epica, atmosfere sognanti, una vera goduria per le orecchie e per il cuore.

Dulcis in fundo, la suite, Tales Of A Hero’S Fate, un cambio drastico con Giacomo Voli che inizia con voce sovraglottica per poi passare in pulito, cori imponenti e armonizzazioni dissonanti in un drammatico ed oscuro crescendo, davvero belli gli arrangiamenti orchestrali, sul finale la sorpresa la voce narrante di Sir Christopher Lee, venuto a mancare nel 2015 all’età di 93 anni, una registrazione perduta e ritrovata che lascia senza parole e chiude l’album.

L’album mi è piaciuto, il tempo è trascorso piacevolmente senza noia, l’esecuzione, gli arrangiamenti e la produzione sono davvero ottimi, nulla di innovativo ma comunque ben riuscito. Questo album è la prova che se si lavora a testa bassa, con passione, coraggio e forza di volontà si riescono ad ottenere grandi risultati. Consigliatissimo agli amanti del genere.

VOTO: 8

Rhapsody of Fire – da sinistra:

Alessandro Sala – Roberto De Micheli – Giacomo Voli – Alex Staropoli – Manu Lotter

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